Solennizziamo il 25 luglio festeggiamo la “ pastasciutta antifascista della famiglia Cervi “ con sagre di piazza e ricordo della nostra storia della resistenza
Solennizziamo il 25 luglio festeggiamo la “ pastasciutta antifascista della famiglia Cervi “ con sagre di piazza e ricordo della nostra storia della resistenza
Il 25 luglio del 1943 venne destituito Benito Mussolini e si chiudeva il ventennio fascista .Il giorno seguente 26 luglio la festa di Sant’Anna nasceva il governo Badoglio .
La famiglia Cervi avuta notizia della destituzione volle subito festeggiare questo evento con tutta la popolazione di Campegine e ben presto idearono e realizzarono la medesima sera del 25 luglio 1943 ,quella che è passata alla storia come la “ pastasciutta antifascista “.
Un piatto semplice fatto di pasta condita con il burro e parmigiano,consumato collettivamente, in piazza per celebrare la caduta del fascismo .
I Cervi, al ritorno dal lavoro nelle campagne, appresa la destituzione di Mussolini, decisero di festeggiare e di distribuire pastasciutta gratuita alla popolazione. C’era un fermento di libertà che non poteva non essere elevato a speranza di un futuro migliore .
Il papà dei sette fratelli Cervi, Alcide , scrive …” «Ma è sempre Aldo che ci dice di far esplodere la contentezza, intanto si vedrà. E propone: papà, offriamo una pastasciutta a tutto il paese. Bene dico io, almeno la mangia. E subito all’organizzazione. Prendiamo il formaggio dalla latteria, in conto del burro che Alcide Cervi si impegna a consegnare gratuitamente per un certo tempo quanto basta. La farina l’avevamo in casa, altri contadini l’hanno pure data, e sembrava che dicesse mangiami, ora che il fascismo e la tristizia erano andati a ramengo. Facciamo vari quintali di pastasciutta, insieme alle altre famiglie. Le donne si mobilitano nelle case, intorno alle caldaie, c’è un grande assaggiare la cottura, e il bollore suonava come una sinfonia. Ho sentito tanti discorsi sulla fine del fascismo, ma la più bella parlata è stata quella della pastasciutta in bollore.»
Procuratasi farina, burro e formaggio, caricarono un carro e arrivati alla piazza di Campegine e quivi venne cucinata e distribuita alla popolazione. La pastasciutta fu preparata in grandi quantità e distribuita a tutti, senza distinzione. Fu un gesto simbolico per festeggiare la fine della dittatura e l’inizio della liberazione. La pastasciutta divenne così un simbolo della resistenza .
La tradizione di distribuire pastasciutta in occasione della Festa della Liberazione è rimasta ed è ancora viva oggi. Il 25 luglio, presso l’Istituto Alcide Cervi di Gattatico (Reggio Emilia) si svolge una grande festa: La Storica Pastasciutta Antifascista di Casa Cervi.
Ma è ancora poco, per ricordare quello evento ritengo possibile SOLENNIZZARE IL 24 LUGLIO e promuovere tante sagre locali con la “ Pastasciutta dei Flli Cervi “ quale piatto tipico di questa giornata . Un modo per ricordare il loro esempio, la lotta per la libertà, ed i tanti caduti per la nostra libertà repubblicana .
Cosi, che possa, questa pastasciutta semplice, divenire momento di ricordo, di impegno civile e di esempio per le future generazioni ,facendo tornare per una sera la piazza del paese al centro della storia e del creato .
Nel cimitero di Campegine riposano le spoglie dei sette fratelli Cervi: Agostino, Aldo, Antenore, Ettore, Ferdinando, Gelindo e Ovidio, strenui oppositori del regime fascista, che li mandò a morte, assieme a Quarto Camurri, mediante fucilazione, il 28 dicembre del 1943, al Poligono di tiro di Reggio Emilia. L’anno successivo, a seguito di un bombardamento, i loro corpi furono rinvenuti nel cimitero di Villa Ospizio (RE). Il 20 ottobre del 1945, con solenne cerimonia, le salme furono tumulate nel luogo ove ora sorge una cappella, che accoglie anche le spoglie della madre Genoveffa Cocconi, deceduta per il dolore un anno dopo la morte dei figli, e del padre Alcide, spentosi il 27 marzo del 1970.
La prima, imponente, commemorazione pubblica dei sette fratelli Cervi si svolse a Reggio Emilia, il 7 gennaio 1947, in occasione del 150° anniversario del tricolore, quando il capo dello Stato Enrico De Nicola appuntò al petto del padre Alcide sette medaglie d’argento alla memoria. La storia della famiglia Cervi è assurta a simbolo del coraggio, della generosità dei contadini reggiani e della loro caparbia volontà di non piegarsi ad un regime totalitario e violento. Oggi la memoria del loro duro lavoro di contadini innovatori, dei loro ideali di Resistenza, delle loro sofferenze, sono custoditi nell’impianto museale di Casa Cervi.
La Pastasciutta antifascista può divenire momento di unione di un popolo che ama la libertà e la democrazia , speriamo che questa idea possa ben presto attecchire in tutti i cuori democratici ed antifascisti che ancora battono nel cuore di tanti italiani .
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