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Mondragone, caos sul litorale e guerra sul Piano Spiagge: l’opposizione chiede il blocco in Regione

MONDRAGONE Il nuovo Piano attuativo d’utilizzazione delle aree del Demanio marittimo, approvato di recente dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Lavanga, continua a sollevare una fitta scia di polemiche politiche.

Quello che la maggioranza ha presentato come uno strumento storico di programmazione si è trasformato nel bersaglio delle opposizioni e delle associazioni locali, pronte a dare battaglia anche in sede regionale.A guidare la rivolta è il movimento “Mondragone Bene Comune” (Ambc), che ha già annunciato l’intenzione di chiedere alla Giunta regionale della Campania la bocciatura del documento. Secondo l’associazione, si tratterebbe di un piano “abborracciato”, redatto in fretta e furia solo per evitare lo spettro del commissariamento.

Ambc contesta la totale assenza di analisi concrete a supporto degli obiettivi dichiarati: mancherebbero stime sull’impatto occupazionale, calcoli sul gettito economico e sui canoni per il Comune, nonché una valutazione seria dei costi ambientali e di manutenzione.

L’accusa principale è quella di aver varato un “piano d’assalto alla costa” che, anziché ridurre il numero degli stabilimenti balneari per frenare la privatizzazione del litorale, saturerà l’arenile aggiungendo ulteriori spiagge libere attrezzate e spazi ricreativi.

Di tutt’altro avviso il sindaco Francesco Lavanga, che difende con forza il provvedimento definendolo un traguardo fondamentale per garantire uno sviluppo turistico ordinato, sostenibile e rispettoso delle spiagge libere.

La strategia della giunta si fonda sulla divisione della fascia costiera in tre macro-aree funzionali: la zona nord, rigorosamente orientata alla tutela ambientale; la zona centrale, destinata al potenziamento della vocazione prettamente turistica e balneare; e infine la zona sud, dedicata allo sport, al sociale e all’intrattenimento.I malumori attorno al piano, tuttavia, non si placano e toccano anche il mondo imprenditoriale, come dimostrano le frizioni innescate dall’imprenditore Alfredo Campoli sulla futura localizzazione di una nuova arena per gli spettacoli.

A surriscaldare ulteriormente il clima politico si sono aggiunti i disagi del primo fine settimana dell’estate 2026.

Le opposizioni hanno subito colto l’occasione per denunciare il caos e lo stato di abbandono in cui verserebbe il litorale: Fabio Esposito, esponente di “Dimensione Bandecchi”, ha dipinto un quadro impietoso della città turistica, parlando di strade sporche, spiagge invase dalla sabbia, traffico paralizzato e totale assenza di controlli.

Sul fronte del centrodestra, Antonio Belli di “Fratelli d’Italia” ha rincarato la dose accendendo i riflettori sulla pista ciclabile del tratto nord della Domiziana, definita un’opera ormai “abbandonata al suo destino e del tutto inutilizzabile“. La stagione estiva è appena iniziata, ma a Mondragone la temperatura politica è già altissima.

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