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Le Borse Mondiali ed i mercati finanziari dal 1 al 5 giugno 2026
Borse Mondiali in continuo su e giù per tutta la settimana con crollo del Nasdaq venerdì. Contenuto il prezzo del Brent continua a scendere l'oro. Risale il Dollaro

Scenario internazionale: Guerre, distruzione, crudeltà. In queste tre parole sintetizziamo le nostre sensazioni, i nostri sentimenti, ascoltando gli avvenimenti dell’ultimo week-end (30/31 maggio). Dal fronte medio orientale arrivano pessime notizie, il criminale esercito israeliano continua l’avanzata all’interno del Libano, e con la scusa di colpire Hezbollah distruggono quanto più villaggi possibile nel territorio libanese per espandere il potere di Israele la cui crudeltà è sotto gli occhi del mondo. Di questo passo assisteremo ad un altra Gaza, sperando che le coscienze si svegliano in tempo questa volta per fermare le sataniche mire di Netanyahu e dei suoi demoniaci ministri. Se ci spostiamo più ad Est troviamo una situazione ancora congelata sul fronte negoziale, quindi nulla cambia per Hormuz e per la risoluzione della faccenda del nucleare iraniano. In realtà sono ripresi già dalla scorsa settimana degli episodi bellici tra Iran ed Usa, mentre Trump continua a sparlare oltre a delirare sui social. Ritornando in Europa il fronte Russia-Ucraina si è riacceso nei giorni scorsi da un punto di vista bellico, specie dopo il probabile sconfinamento aereo di droni russi sulla Romania. Nel frattempo inutile dire che ci sono vittime da entrambe le parti, oltre ai danni materiali; mentre Zelensky continua a fare la questua in Europa (per lui molto proficua) di armi e denaro per continuare la guerra. Ma paradossalmente, come già detto nel nostro articolo della scorsa settimana, alla finanza sembra che non interessi nulla tutto ciò e si va avanti con le Borse che continuano a capitalizzare seguendo il filone della tecnologia e dell’AI. Quanto durerà tutto ciò?

Lunedì: Mercati asiatici contrastati alla chiusura della prima seduta settimanale, in Giappone sale il Nikkei (+0,94%) scende il Topix (-0,42). Sale di parecchio Seul, mentre scendono Shanghai e la Cina, sale Hong-Kong. Le piazze europee aprono contraste ma sia i rialzi che i ribassi sono alquanto contenuti, la tipica fase d’attesa dei mercati che cercano una direzione. Sul mercato valutario un Euro leggermente più forte questa mattina vede tutti i cambi salire (€/$ 1,1660 €/Yen 185,88). Per le materie prime continuano queste rapide oscillazioni del prezzo dell’oro che questa mattina è di nuovo sotto quota 4500 (alle 10,30 segna 4490$), mentre il petrolio Brent in leggero rialzo viene scambiato a 94$ a barile. Negativi i primi dati provenienti dal settore obbligazionario domestico, salgono sia lo spread a 73 punti che i rendimenti al 3,73%. Ad un certo punto, intorno la metà seduta, i mercati hanno trovato il loro orientamento: al ribasso. La causa è da attribuirsi ad una serie di notizie provenienti dai fronti bellici del Medio Oriente. Si intensificano le offensive di Israele contro il Libano, telefonata Trump-Netanyahu, Il presidente Usa dice che le trattative vanno avanti anche con l’Iran e forse si può raggiungere un accordo, ma i missili continuano a colpire. L’Iran afferma che se Israele non cesserà la distruzione del Sud del Libano verrà chiuso anche lo stretto di Bab El-Mandeb (lingua di mare strategica che separa l’Africa dalla Penisola Arabica, in altre parole la porta del Mar Rosso e quindi di Suez). A sentire ciò il prezzo del greggio è schizzato di 5 $ a barile. Pertanto la piazza peggiore è Zurigo fuori dalla media con -1,75%; le altre borse vanno dal -0,97% di Madrid al -0,40% di Francoforte. Piazza Affari termina con -0,52%, scendono i titoli bancari, gli industriali, ed Avio -8,45%, dopo i continui rialzi dei giorni scorsi. In rialzo Saipem +2,77%, seguendo il rialzo del prezzo delle materie prime energetiche. Il mercato valutario ha mostrato nel pomeriggio un leggero miglioramento per il Dollaro nei confronti dell’Euro (€/$ 1,1625). Stabili gli altri cambi. Ma è stato il prezzo del petrolio Brent che nel momento in cui i mercati scendevano lui saliva decisamente passando dai 92/93$ a barile della mattina a 97$ del pomeriggio-sera. Scende anche il prezzo dell’oro che si attesta intorno ai 4475$ oncia. Infine sul mercato obbligazionario domestico gli ultimi valori di giornata sono 76 punti per lo spread e il 3,76% per i rendimenti. La prima seduta della borsa americana termina con gli indici in moderato rialzo. Bene il Nasdaq +0,60%, S&P +0,26%, stabile il DJ.

Martedì: Positive le borse asiatiche alla chiusura di questa mattina ad eccezione di Tokyo dove qualche presa di beneficio viene realizzata sui recenti massimi raggiunti. In Europa la partenza dei mercati è più che positiva, dopo due ore di scambi Milano è la migliore con +1,15%. Forte rialzo per Stmicroelectronics +8,40% dopo la comunicazione della società relativa alle alte prospettive di crescita nel mercato dei data center. Salgono anche i titoli bancari e Ferrari +2,20%. Il mercato valutario si mantiene stabile ed i cambi odierni restano in linea con i fixing di ieri. Sul mercato delle materie prime anche questa mattina l’oro risale rapidamente oltre quota 4500, e segna 4528$ l’oncia, mentre scende di nuovo il prezzo del greggio, il Brent infatti registra stamane 92,85$. Questo movimento di prezzo delle due materie che stiamo già registrando da qualche giorno e che avviene in modo contrapposto può essere giustificato dalle notizie incerte provenienti dall’area medio orientale. In ripresa il comparto obbligazionario domestico, scende lo spread a 72 punti base e anche i rendimenti al 3,68%. A metà mattinata viene diffuso il dato dell’inflazione su l’Eurozona, un rialzo c’è stato, siamo al 3,2%. Neanche questo ferma le borse i cui indici proseguono la loro salita fino alla chiusura. La migliore è Milano che ha fatto l’andatura già dalla mattina +1,16% il finale (FtseMib a quota 50579 nuovo record storico). Si confermano i forti acquisti su Stmicroelectronics +15,11%, bene i titoli già evidenziati prima, ed anche Esprinet +5,52%, Brembo +4,70% e Cnh industrial +4,20%. Al ribasso Avio -2,94% e Fincantieri -2,68%. Le altre borse europee chiudono positive ma con un certo distacco. Zurigo termina invariata. Sul mercato valutario l’Euro si è di poco rafforzato sullo Yen il cui cambio è salito oltre 186,00; stabile il cambio con il Dollaro e le altre valute. Per le materie prime continua ad essere volatile il prezzo dell’oro che ridisceso dai massimi di giornata (4530) intorno alle 18,00 viene scambiato a 4505$ oncia. Risale il prezzo del Brent che alla stessa ora vale 95$ a barile. Infine il settore del reddito fisso ha tenuto bene per tutta la seduta, ed i valori sono rimasti in linea con quelli della mattinata (spread 72 e rendimenti 3,69%) i prezzi dei Btp di riferimento tutti al rialzo. A metà seduta la borsa americana viaggia in territorio leggermente positivo.

Mercoledì: Positiva la chiusura ieri sera della borsa Usa. Rialzi non eclatanti, tutti entro il mezzo punto percentuale, ma sufficiente a dimostrare non solo la tenuta degli indici ma i continui massimi che vengono raggiunti quasi quotidianamente. Anche oggi le piazze asiatiche sono state contrastate ed i finali lo dimostrano. Sale di parecchio Tokyo, il Nikkei termina con un progresso del 2,50%, spinto dal solito settore legato all’AI. Sale anche il Topix +1,83%. Scende la borsa di Hong-Kong, sale Shanghai. In Europa invece questa mattina tutti i mercati viaggiano al ribasso ad eccezione di Madrid in controtendenza (+0,65%). In Piazza Affari (-0,36% alle 12,15) scendono i titoli bancari, quelli legati all’automotive ed Avio -1,10%. Salgono CNH industrial +4,42% e Ferragamo +1,46%. Sul mercato valutario questa mattina il Dollaro e lo Yen riprendono forza nei confronti dell’Euro ed i cross sono in discesa rispetto a ieri: €/$ 1,1615; €/Yen 185,60 alle 12,30. Stabile il cambio con la Sterlina mentre il F.Svizzero più sensibile a variazioni in questi ultimi tempi oggi è di poco più debole €/Chf 0,9170. Per le materie prime scende oggi il prezzo dell’oro già dalle prime battute ed alle 12,30 il prezzo segna 4461$ l’oncia. Solito scenario di questi giorni sale il prezzo del petrolio Brent a 98$ a barile. In merito al settore obbligazionario domestico questa mattina i valori peggiorano lo spread sale a 74 punti ed i rendimenti salgono al 3,75%; e stamane si parla anche di un imminente rialzo dei tassi da parte della BCE. Termina una giornata decisamente negativa per le borse europee. Le vendite hanno prevalso su tutti i listini. In chiusura il peggiore è Francoforte con -1,28%, mentre Londra -0,40% è la piazza che contiene i danni. Il nostro FtseMib chiude con -1,07% si confermano al ribasso i titoli ed i settori di mercato già segnalati prima. Incrementa il rialzo CNH +6,66% bene anche Diasorin +2,19% e Terna +1,72%. Nel valutario il cambio €/$ è ulteriormente migliorato nel pomeriggio a favore del biglietto verde (1,1605), mentre i cambi dell’Euro con le altre valute restano in linea con i fixing. Continua a scendere il prezzo dell’oro, nel pomeriggio l’oncia è arrivato a 4440$. Il petrolio Brent invece continua a muoversi in area 97/98 $ a barile, fatto questo comunque positivo, considerando che gli scontri in Medio Oriente proseguono. Infine mercato obbligazionario domestico con spread a 75 punti base e rendimenti al 3,79%, i titoli di riferimento hanno chiuso tutti al ribasso. A metà seduta la borsa americana procede al ribasso, vuoi che una volta tanto si mette in scia con il Vecchio Continente?

Giovedì: Termina al ribasso la seduta di ieri sera a Wall Street ed è un ribasso più deciso questa volta. Il DJ segna -1,21%, l’S&P –0,74%, tiene meglio il Nasdaq -0,29%. Seduta negativa per le piazze asiatiche questa notte, stamattina le chiusure sono tutte negative. Tokyo vede il Nikkei che segna -1,36% ed il Topix -1,11%. Gli altri listini asiatici mediamente perdono tra un minimo di -0,50% fino ad un -1,85%. In Europa invece i primi scambi avvengono con il segno positivo per tutti i mercati, ma dopo un’ora e mezzo una maggiore prudenza compare quanto meno su alcune piazze come Londra e Milano che passano in territorio negativo. Buona tenuta del Dollaro nei confronti dell’Euro il cui cambio stamane si mantiene ad 1,1607; invariati gli altri rapporti di cambio. Per le materie prime piccolo rialzo per il prezzo dell’oro che si scambia a 4460$ mentre scende di poco il prezzo del petrolio Brent che mostra 96,50$ a barile. Il settore del reddito fisso domestico mostra i valori in linea con gli ultimi di ieri cioè uno spread 76 punti ed i rendimenti al 3,79%. I prezzi dei Btp leggermente contrastati. Le borse europee sono andate avanti in ordine sparso e questo lo dimostra anche il finale che le vede tutte in territorio positivo ma con diverse variazioni. La migliore è Parigi +1,15% fanalino di coda Londra e Milano entrambe con un guadagno di +0,27%. Sul nostro indice Mib, forte rialzo per Diasorin +7,20% e CNHindustrial +5,49%. Modesto rialzo per Stellantis, Nexi e Leonardo; mentre scendono Prysmian -2,30% ed Stmicroelectronics -2,60%. Sul mercato valutario la Moneta Unica Europea ha recuperato sia sul Dollaro che sullo Yen, lo si vede già osservando la tabella dei fixing, nel pomeriggio la tendenza è confermata. Materie prime con i prezzi movimentati nella seduta. Scende il prezzo del Brent che alle 17,30 passa di mano a 94,50$ a barile, sale di poco il prezzo dell’oro a 4470$ l’oncia. I valori del settore obbligazionario domestico restano pressoché invariati l’ultimo rilevamento dello spread registra 75 punti ed i rendimenti si fermano al 3,77%. Intorno alla metà seduta gli indici della borsa Usa proseguono contrastati. Scende il Nasdaq, penalizzato anche dai deludenti risultati trimestrali di Broadcom società di AI che in questo momento (18,00) segna -13,80%; mentre sale di parecchio il DJ. Non è escluso che gli operatori spostino capitali sui titoli legati all’economia tradizionale (industrie, banche, commercio). Tecnologia ed AI al capolinea? Chissà, fatto stà che il Dow Jones è sui nuovi massimi.

Venerdì: La chiusura ieri sera della borsa Usa è terminata con il Dow Jones in forte rialzo (+1,73%) siamo su nuovi massimi, bene anche l’S&P +0,41%, cede invece il Nasdaq penalizzato anche da quanto detto prima -0,53%. In scia con la borsa americana le piazze asiatiche hanno vissuto una seduta guidata dalle vendite proprio sul settore tecnologico ed AI. Pertanto le chiusure tutte negative registrano per Tokyo il Nikkei -1,31%, a Seul il Kospi -5,54%. Ma chiudono al ribasso anche tutte le piazze cinesi. In Europa la seduta apre con gli indici cauti ed in ordine sparso. Dopo un paio di ore tutti i listini si sono orientati verso un moderato rialzo, spicca solo Madrid che poco dopo le 12 guadagna circa l’1%. Milano intorno alla parità. Sul mercato valutario i cambi sono rimasti in linea con quelli di ieri pomeriggio. Anche per le materie prime il prezzo dell’oro non si discosta dalle quotazioni della vigilia (4465$ l’oncia alle 12,15); lo stesso vale anche per il Brent il cui barile passa di mano a 95$ circa. Stessa situazione stabile anche sul settore obbligazionario domestico dove lo spread resta a 75 punti ed i rendimenti al 3,79%. La volatilità è stata la protagonista sui listini europei e nel pomeriggio la tendenza delle borse si inverte e gli indici girano in territorio negativo. Ma la tempesta è dietro l’angolo, quando la borsa di New York apre impostando la seduta al ribasso incomincia un’improvvisa caduta dei prezzi per l’oro e per il petrolio mentre il Dollaro si rafforza in continua progressione. Andando con ordine, le borse europee chiudono limitando i danni, sono positive Zurigo +0,35% e Madrid +0,38%; stabile Londra +0,07%. Negative le altre tre, Milano -0,56%. Al ribasso Stmicroelectronics -5,87%, Stellantis -3,19%, Prysmian -3,49%. Salgono tutti i titoli legati all’energia, deboli i titoli bancari. Sul mercato valutario i fixing in tabella non rendono l’idea di tutto quanto accaduto nel pomeriggio ed in serata con la caduta dell’Euro nei confronti delle atre valute. Per brevità riportiamo i valori registrati alle 22,00. €/$ 1,1525; €/Yen 184,50; €/£ 0,8640. Forte calo del prezzo dell’oro e del petrolio Brent che alla stessa ora valgono 4315$ oncia il primo e 92,98$ a barile il secondo. In peggioramento i dati relativi al settore obbligazionario domestico che termina con lo spread a 79 punti ed i rendimenti al 3,81% con i prezzi dei titoli di riferimento in discesa. Ma è il crollo della borsa Usa che desta maggior meraviglia. Partita subito in territorio negativo i tre indici sono peggiorati con l’andare delle ore per terminare con il Nasdaq -4,77%, il DJ -1,35%. l’S&P500 -2,64%.

 

Borse Mondiali ed europee: Settimana di alti e bassi per i listini delle borse mondiali. Ad orientare i mercati in questi giorni sono stati più i fatti tecnici che non le situazioni geopolitiche che non hanno portato notizie nuove in grado di influenzare più di tanto gli indici. Molti indici hanno comunque toccato rivisto e parzialmente anche mantenuto i nuovi massimi storici. Non così per tutti. Le borse asiatiche sono quelle che nel periodo hanno subito più oscillazioni, ma alla fine guardando i numeri vediamo che ad esempio che il Nikkei chiude la settimana con un guadagno rispetto al periodo precedente, diversamente dal Kospi che termina in perdita anche se contenuta. A Wall Street crollo di fine settimana per il Nasdaq e forte ribasso per gli indici industriali, le vendite si sono concentrate sui titoli tecnologici, interrompendo questo forte trend rialzista che andava avanti da nove settimane. Inoltre gli ottimi dati sull’occupazione per il mese di maggio negli Stati Uniti da un lato mostrano una buona tenuta economica, ma dall’altro fanno propendere gli operatori ad un aumento dei tassi a breve. Situazione più lineare per le borse europee che hanno sempre corretto sul finale di seduta le oscillazioni avvenute intraday consentendo agli indici di archiviare una settimana tutto sommato stabile o con perdite limitate, se non addirittura positiva.

Mercato obbligazionario domestico e spread: Il settore ha vissuto un periodo abbastanza stabile. Il Governo italiano ha portato a casa un piccolo successo avendo ricevuto da Bruxelles una parziale autorizzazione per estendere la flessibilità del patto di stabilità anche alle spese energetiche. Sono comunque spese che peseranno sul futuro Pil, e se aggiungiamo che l’Italia dalle proiezioni per l’anno in corso sarà fanalino di coda per Pil di crescita tra i paesi più industrializzati c’è poco da stare allegri. Questi dati avrebbero potuto pesare negativamente sul comparto invece i valori di riferimento sono rimasti contenuti in un range più stretto rispetto a quello della scorsa settimana. Spread minimo e massimo 72/79 rendimenti minimi e massimi 3,69% – 3,81%.

Mercato valutario: Un mercato valutario stabile ha contrassegnato il periodo in esame. Abbiamo osservato una ripresa del Dollaro nei confronti dell’Euro avvenuto una prima volta nella giornata di mercoledì quando il cambio ha toccato i minimi da inizio periodo a favore del biglietto verde €/$ 1,1610 contro un cambio medio di 1,1645. Ma nel pomeriggio di venerdì una forte correzione ha rafforzato la valuta americana che è scesa fino a 1,1520 contro l’Euro, così come lo Yen il cui cambio è sceso a 184,50.

Petrolio Brent: Come ampiamente detto il prezzo del petrolio è strettamente legato agli avvenimenti in corso nel Golfo Persico. Ebbene, questa settimana nonostante la mancanza di notizie nuove, il Brent ha mantenuto il prezzo in una forbice abbastanza ristretta, lontana dalla fatidica soglia dei 100$ a barile. I prezzi osservati vanno da un massimo di 98$ ad un minimo di 92$.

Oro: Settimana di ribasso per il prezzo del metallo giallo. Abbiamo già evidenziato come durante il periodo i due asset delle materie che monitoriamo hanno avuto un andamento di prezzo diametralmente opposto. L’andamento è divenuto comune nel pomeriggio di venerdì quando tutti i prezzi delle materie sono scesi bruscamente e l’oro ha toccato i minimi di periodo (4315$ oncia). E’ giusto osservare che la linea di prezzo di 4500 che è stata per parecchie sedute un riferimento costante questa settimana è stata toccata solo ad inizio periodo. I movimenti sono avvenuti sempre al di sotto di questo importante livello. Di questo passo non è difficile immaginare un ulteriore ribasso che potrebbe portare il area 4200/4000.

Date 01/06/26 02/06/26 03/06/26 04/06/26 05/06/26
FtseMib 49775 50579 50038 50174 49893
Dax(D) 25003 25117 24812 24916 24774
Cac40(Fr) 8147 8209 8150 8244 8218
Ftse100(Gb) 10339 10374 10332 10360 10368
Smi(Ch) 10305 13306 13218 13341 13388
Ibex35(E) 18185 18272 18176 18276 18345
Dow Jones 51079 51308 50687 51562 50867
Nasdaq100 30514 30660 30571 30408 28958
S&P500 7600 7610 7554 7584 7384
Nikkei225 66934 66734 68402 67470 66588
Eur/Usd 1,1646 1,1649 1,1614 1,164 1,164
Eur/Gbp 0,8649 0,8646 0,8637 0,8649 0,8643
Eur/Chf 0,9128 0,9149 0,9167 0,9168 0,9175
Eur/Yen 185,74 186,09 185,66 186,01 186,08
Petrolio Brent 97,36 94,6 97,4 95,33 93,88
Usd a barile
Oro ($ oncia) 4467 4504 4447 4464 4370
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