Santobono – Bambino in fin di vita colpito dal padre
Santobono – Geremia Zito Marinosci, direttore della unità di terapia intensiva dell’Ospedale Santobono di Napoli, è fiducioso ma cauto.
Il ragazzino dodicenne colpito dal padre al polmone è uscito dalla fase critica di rischio vita, ma comunque stante la prognosi ancora riservata, il monitoraggio in reparto continua secondo la normativa di emergenza in attuazione di tutti i protocolli sanitari per casi del genere.
Anche se ovvio ma è giusto rimarcarlo, che la mamma non si è mossa per un solo momento dal capezzale del figlio che ora dovrà affrontare un lungo periodo di riabilitazione sia fisico ma soprattutto psicologico. Come pure l’infermiera del 118 sopraggiunta in soccorso e poi ferita dal padre in preda al raptus. Agghiaccianti le dichiarazioni di Martina, operatrice della autoambulanza del 118 sopraggiunta sul posto che ha rischiato grosso : ” Sembrava un film ma tristemente reale purtroppo. Sulla porta il padre con il coltello in mano sporco di sangue urlava di avere ucciso il figlio. La mamma urlava chiedendo aiuto, mentre il corpo del bimbo sanguinante era in fondo ad un corridoio diverso in una pozza di sangue tra le braccia insanguinate della madre. Quelle grida tra macchie di sangue dapertutto, urla e la paura di quell’uomo con il coltello tra le mani che ci seguiva, rendevano i nostri passi pesanti come macigni. Il dovere di prestare Soccorso si alternava alla paura di essere colpiti a nostra volta. Scena che non dimenticherò mai per tutta la mia vita. Preso il bambino ho cominciato a correre precipitandomi verso le scale e dirigendomi verso il mezzo di soccorso, dove i colleghi avevano predisposto le attività di l’emergenza, anche se eravamo stati allertati soltanto per un dolore toracico e basta.Il padre ha preteso di salire anche lui, cominciando ad inveire contro il bimbo e contro noi. Tentando di colpire ancora il figlio e colpire me, anche dopo che eè stato disarmato dall’autista, con aghi e cannule strappati, colpendomi.”
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