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Le Borse mondiali ed i mercati finanziari dal 25 al 29 maggio 2026-alcuni indici toccano i massimi
Borse mondiali con indici che toccano i massimi nonostante le incertezze geopolitiche ed i rischi inflazione globale. La stranezza della finanza che non rispecchia l'economia reale.

Situazione geopolitica e scenario internazionale: Gli ultimi giorni della scorsa settimana compreso il week end (23/24 maggio) sono stati animati da notizie rivenienti dall’ Asia e dagli Stati Uniti. In Pakistan sono stati più che attivi i negoziatori inviati da Usa ed Iran, in India era presente il segretario di Stato americano Rubio a colloquio con le massime autorità indiane, sempre con la stessa finalità. Dagli Stati Uniti invece arrivavano i commenti di Trump abbastanza ottimisti sul raggiungimento di un accordo. Un accordo comunque transitorio che vedrebbe un prolungamento della tregua armata di sessanta giorni, l’immediata riapertura dello Stretto di Hormuz con passaggi liberi (senza pagare pedaggi), e un inizio serio di confronto sul programma nucleare iraniano. Forse sarà la volta buona, ma al contempo Trump sostiene che solo se vengono accolte tutte le sue condizioni la guerra non riprenderà, l’Iran sostiene che senza una maggiore flessibilità da parte americana sarà difficile firmare un accordo.

Drammatiche sono invece le notizie che arrivano dal fronte dell’Est Europa dove gli attacchi reciproci tra Russia ed Ucraina sono andati avanti in questi giorni e si sono intensificati proprio nel fine settimana con parecchie vittime e feriti, da entrambe le parti. Qui di negoziati di pace non se ne parla quasi più, e fino a quando l’Europa anziché far sedere le parti intorno ad un tavolo negoziale continua ad alimentare l’Ucraina con armi e risorse economiche la situazione non si sbloccherà.

Lunedì: I mercati credono che qualche cosa di buono sul fronte medio orientale può accadere. Il primo segnale viene dalla forte discesa del prezzo del petrolio Brent il cui barile stamane è quotato 98,30$. Bene anche l’andamento delle borse asiatiche questa mattina, hanno chiuso tutte al rialzo, anche se diverse piazze sono chiuse per festività tra cui Seul ed Hong Kong. Il Nikkei chiude in forte rialzo +2,87%. Partono bene anche le piazze europee, dopo due ore di scambi le migliori sono Francoforte e Parigi entrambe con un + 1,25% di guadagno, bene anche Milano, il Mib è in area 50000 punti, trainata da Nexi + 4,70%, Stellantis ed i titoli bancari. Londra oggi è chiusa per festività. Sul fronte valutario l’Euro è in recupero sulle alcune valute, il cambio €/$ è salito a 1,1645, mentre quello €/Yen è 185,060. Euro altresì più debole nei rapporti con Sterlina e F. Svizzero. Per le materie prime, l’oro è al rialzo 4554 $ l’oncia e il petrolio come già detto si mantiene intorno a 99$. Buone notizie dal settore obbligazionario, lo spread è in discesa 71/72 punti e i rendimenti si attestano intorno al 3,70%, situazione positiva alla vigilia dell’ultima emissione di Titoli di Stato per il mese in corso. La giornata è stata più che positiva per le borse del Vecchio Continente, la migliore è Madrid +2,24% seguita da Francoforte e Parigi (+2,03% e +1,76%). Milano con un +1,43% vede l’Ftse Mib salire a 50220 rivedendo vecchi record. Artefici di questa performance sono stati i seguenti titoli: Avio +7,20%, Nexi +6,51%, Stellantis +2,92%, Ferrari +2,80% oltre ai titoli bancari. Sul valutario i cambi sono rimasti stabili sui livelli di questa mattina. Per le materie si conferma la discesa del prezzo del petrolio Brent, nel pomeriggio la quotazione si è fermata sui 97,50$ a barile. Confermiamo il rialzo del prezzo dell’oro a 4578 $ l’oncia. Infine il mercato domestico del reddito fisso si conferma in ripresa, l’ultimo spread è segnalato a 71 punti e i rendimenti al 3,66% salgono i prezzi dei titoli di riferimento. Wall Street è chiusa per festività.

Martedì: Leggera flessione questa mattina in chiusura per la piazza nipponica, il Nikkei dopo gli ampi rialzi degli ultimi giorni tira un attimo il fiato (-0,25%), stabile il Topix -0,10%. L’unica piazza asiatica in rialzo è quella di Seul che dopo il giorno di festa riparte con un +2,55%. Le altre borse sono quasi tutte il leggero ribasso. Così avviene anche per l’inizio delle contrattazioni in Europa, gli scambi iniziano con il segno meno ad eccezione di Londra e Zurigo. Non aiutano certo le notizie che arrivano dall’Iran, si parla di attacchi aerei all’alba da parte degli Usa, e menomale che gli accordi sembravano sulla buona strada. Non ci stancheremo mai di dire comunque che i mercati sono sui massimi e le correzioni sono quanto meno fisiologiche. In Piazza Affari al rialzo Saipem + 1,52%, Tenaris +1,66%, Stmicroelectronic +1,40%; al ribasso il resto del listino, fanalino di coda Ferrari -6%. Il mercato valutario non presenta variazioni di rilievo, il cambio €/$ segna 1,1642; l’ €/Yen 185,28. Materie prime: prezzo dell’oro in leggero ribasso 4525$ oncia. Il petrolio Brent negli scambi notturni sulle piazze asiatiche era sceso anche a 96$ a barile; il prezzo è risalito a 98/99 $ dopo la notizia di questi nuovi attacchi contro l’Iran. Stabili i benchmark di riferimento, del settore obbligazionario lo spread segna 73 punti ed i rendimenti sono risaliti al 3,71%. Chiusura al ribasso per le borse europee, ad eccezione di Londra e Zurigo, ma il rialzo è moderato. La peggiore è Parigi -1%, Milano chiude con -0,64% , crolla Ferrari -8,37%, scendono anche i titoli bancari. Al rialzo Stmicroelectronics +3,15% e Avio +2,17%. Stabile il mercato dei cambi, registriamo un leggero miglioramento per il Dollaro sull’Euro, già accennato nel fixing ma migliorato nel pomeriggio (ore 18,00 €/$ 1,1620). Risale il prezzo del petrolio e raggiunge di nuovo i 100$ a barile, mentre l’oro conferma il ribasso ed il prezzo di scambio ruota intorno ai 4500$ l’oncia. Infine il settore obbligazionario domestico conferma i dati di stamane, ci mostra lo spread a 73 punti, i rendimenti al 3,70% i prezzi dei Btp di riferimento sono al ribasso. Arrivati a metà seduta gli indici Usa si muovono in ordine sparso, forte rialzo per i Nasdaq, moderato rialzo per l’S&P500, al ribasso il DJ.

Mercoledì: Andamento strano ieri sera per la borsa americana confermato anche in chiusura. Il Nasdaq chiude con un forte rialzo +1,76% superando un nuovo record quello dei 30000 punti. L’ S&P500 chiude con un rialzo moderato +0,60%, mentre il DJ termina al ribasso -0,23%. Le piazze asiatiche terminano tutte al ribasso, ad eccezione del solito indice coreano Kospi che finisce con un +2,25%. Il Nikkei di Tokio resta invariato ed il Topix perde lo 0,50%. Le borse europee aprono in territorio positivo, solo Londra in leggero ribasso. Il mercato delle valute si mantiene stabile questa mattina, solo per essere pignoli segnaliamo un Euro appena più forte su $ (1,1646) e Yen (185,52), ed anche con le altre valute. Le materie prime oggi partono tutte al ribasso, l’oro è quotato 4485$ l’oncia, e già da ieri si intuiva che la tenuta di 4500$ stava per cedere. Il petrolio Brent già dai primi scambi ha perso circa 3$ e viene scambiato a 97,30$ a barile. Reddito fisso lo spread resta a 73 punti i rendimenti al 3,69%. L’andamento delle piazze europee prosegue in moderato rialzo aspettando forse notizie dal Golfo Persico che possano orientare i mercati. Solo quando la borsa Usa apre, ed apre in parte al ribasso, cambia la tendenza per Milano e Francoforte che la seguono in territorio negativo. Le altre piazze chiudono con il segno più. La peggiore in chiusura è proprio Piazza Affari con -0,64%. Scendono i titoli legati all’energia: Saipem -4,21%, Tenaris -3,50%, Acea -2,88, oltre ad Stmicroelectronics -3%. Al rialzo Avio +4,90%, Stellantis +4,29% ed alcuni titoli legati al lusso. Il mercato valutario è proseguito senza particolari scossoni, in linea con quanto già osservato da questa mattina. Si conferma la discesa dei prezzi delle materie. L’oro negli scambi pomeridiani passa di mano a 4443$ l’oncia ma il prezzo è stato in costante discesa già dal mattino. Il petrolio Brent che già si manteneva intorno ai 97/98$ in mattinata, ha subìto una forte flessione intorno alle 16,30 quando il prezzo è crollato all’improvviso scendendo a 93$ a barile rimanendo su questo valore fino a sera. Questa caduta improvvisa di prezzo si è verificata a causa di una notizia diffusa dalla Tv iraniana, subito smentita dagli Usa, su un presunto accordo per Hormuz e riapertura dello Stretto. Il mercato obbligazionario domestico si è mantenuto stabile con lo spread a 73 punti anche nelle ultime rilevazioni, e i rendimenti al 3,71%. I prezzi dei Btp hanno chiuso contrastati. A meno di tre ore dalla chiusura la borsa Usa viaggia con gli indici in ordine sparso.

Giovedì: Ieri sera la borsa Usa chiude gli scambi con gli indici poco variati, Sulla parità il Nasdaq e l’ S&P, in leggero rialzo il DJ. Chiudono al ribasso stamane tutte le piazze asiatiche. A raffreddare i mercati ci si mettono anche le notizie che arrivano dal Golfo Persico. Da un lato sembra che le trattative vanno avanti, anche se a rilento e con molta difficoltà. Purtroppo però anche le ostilità sono riprese tra ieri e questa notte con lancio di droni e missili. Le continue promesse poi smentite della firma di un accordo non fanno altro che turbare i mercati. Le piazze europee aprono al ribasso ed i movimenti mostrano quella tipica incertezza su quale direzione prendere. Alle 10,30 Zurigo e Londra al ribasso, scendono anche (poco) Madrid, Francoforte e Parigi. Milano è sulla parità. Piazza Affari è sostenuta da quel solito pacchetto di titoli che da diversi giorni trascina il mercato (Avio, Stmicroelectronics, ecc). Sul mercato valutario l’Euro si presenta debole questa mattina consentendo alle altre valute un discreto recupero. I cambi infatti risultano €/$ 1,1610 ed €/Yen 185,18. Per le materie prime il prezzo dell’oro continua a scendere e questa mattina ha rotto un altro supporto (4400) e viene quotato 4390$, con un minimo toccato in nottata a 4370. In leggero rialzo dai minimi di ieri pomeriggio il prezzo del barile di Brent che è risalito a 94,50$. Peggiorano i valori dello spread che oggi salgono a 75 punti base, e dei rendimenti al 3,74%. Alla fine della giornata le borse europee sono tutte al ribasso ad eccezione proprio di Milano +0,50%. I ribassi delle altre piazze non superano però Zurigo che con -0,90% è la peggiore. Sul nostro listino si confermano le performance di Avio +5,21%, Stmicroelectronics +3,09%, Leonardo +5,36%. Forte rialzo per Ferragamo +10,47%. Al ribasso i titoli bancari ed assicurativi. Inversione di tendenza per il settore valutario. Nel pomeriggio i cambi risalgono dai minimi registrati al fixing ed alle 19,30 il cross €/$ è risalito a 1,1656 e l’ €/Yen a 185,51. I prezzi delle materie prime continuano ad essere volatili, l’oro è risalito dai minimi ed il prezzo è tornato a 4500$ l’oncia, mentre il prezzo del Brent ritorna a scendere e nel pomeriggio inoltrato il barile segna 92,30$. Sul settore obbligazionario l’ultimo spread rilevato è di 73 punti ed i rendimenti sono al 3,68%. In leggero rialzo i prezzi dei titoli di riferimento.

Venerdì: chiusura positiva ieri sera per la borsa Usa. Salgono il Nasdaq (+0,84%) e l’S&P500 (+0,58%), stabile il DJ. Le piazze asiatiche hanno chiuso contrastate. Va forte il Giappone, sia il Nikkei che il Topix chiudono al rialzo. Sale l’indice Coreano, in ordine sparso le piazze cinesi. Le borse del Vecchio Continente aprono al rialzo, si tratta comunque di segni positivi che non vanno oltre il mezzo punto percentuale. Sul listino milanese questa mattina fanno l’andatura i titoli bancari e settore automotive. Mercato valutario stabile con i cambi in linea con quelli del pomeriggio di ieri. Prezzo del petrolio Brent al ribasso anche stamane, rileviamo 91,80$ a barile, i minimi di settimana. Il prezzo del metallo giallo ritorna sopra i 4500$. Spread a 72 punti e rendimenti al 3,69% sono i primi dati rilevati sul settore del reddito fisso. Le borse europee hanno ulteriormente migliorato il loro andamento toccando a metà seduta i livelli più alti. Andando verso la chiusura gli indici si sono ridimensionati, ma il finale resta comunque positivo per Madrid +0,46% e Milano +0,42%, lievi rialzi per Zurigo e Francoforte. Di poco negative Londra e Parigi. In Piazza Affari salgono i titoli bancari, oltre a Nexi +2%. Scendono Fincantieri -1,78%, Avio -1,80% ed Amplifon -2,13%. Il mercato valutario vede nel pomeriggio i cambi invariati nei confronti dei fixing in tabella, in leggera discesa il cross €/Chf a 0,9105. Nelle ultime battute serali l’Euro si dimostra più forte sia verso il Dollaro che verso lo Yen (ore 21,15 €/$ 1,1668 e €/Yen 185,77). Per le materie continua il rialzo del prezzo dell’oro, che ritorna ai prezzi più alti della settimana, siamo a 4550$. Il petrolio Brent è rimasto sempre quotato in area 91/92 dollari a barile. Per il mercato del reddito fisso domestico i riferimenti sono rimasti invariati in giornata, 73 punti per lo spread e 3,68% i rendimenti, pur osservando una leggera flessione negli ultimi rilievi di giornata (72 e 3,65%). Il listino dei Btp di riferimento ha chiuso con i prezzi al rialzo. La borsa americana ha viaggiato in territorio positivo per tutta la seduta e la chiusura conferma il segno più e riporta gli indici sui massimi.

 

Borse mondiali ed europee: Mai come in questa settimana abbiamo avuto la conferma di come le borse non sono il barometro dell’economia (reale), come venivano definite cinquanta anni fa. Troppe cose sono cambiate negli anni e tanti nuovi fattori influenzano l’andamento dei listini. Uno scenario internazionale così complesso con lo spettro inflazione oramai non solo più alle porte, ma che è già comparso in parte dell’economia con i probabili rialzi dei tassi a breve dovrebbe deprimere le borse. Queste al contrario continuano a macinare nuovi record grazie ai settori della tecnologia, dei chip, e dell’intelligenza artificiale. Gli investimenti plurimilionari effettuati negli ultimi anni dalle aziende di questo settore stanno riportando a casa più degli utili sperati, questo giova ai titoli del comparto e specie gli indici tecno vanno alle stelle. Nel complesso però la tenuta sembra solida ed i listini negli ultimi mesi non hanno mai effettuato una correzione degna di nota, distaccandosi forse sempre di più dall’andamento dell’economia reale. In varie parti del pianeta molti indici hanno riconfermato e mantenuto i massimi recentemente raggiunti. Le borse oltre ad essere sostenute dal settore tecno sul finire della settimana hanno ripreso a sperare che la situazione di Hormuz e del conflitto si possa a breve chiarire.

Mercato obbligazionario domestico e spread: Il comparto in oggetto ha vissuto un’altra settimana tranquilla. I valori di riferimento si sono mantenuti in una forbice alquanto ristretta, lo spread ha oscillato tra un minimo di 71 ed un massimo 73 mentre i rendimenti, forse un poco più volatili li abbiamo osservati tra il 3,65% minimo ed il 3,74% massimo.

Mercato valutario: Anche il settore valutario ha vissuto una settimana di tranquillità. I cambi sono rimasti stabili, i rapporti di cambio tra la Moneta Unica Europea il Dollaro e lo Yen si sono mossi in un range abbastanza ristretto. Pressoché invariato il rapporto tra Euro e Sterlina inglese, mentre con il Franco svizzero si è osservato un maggiore variazione tra inizio e fine periodo, come si verifica anche leggendo la tabella dei fixing.

Petrolio Brent: Il prezzo del Brent in questi giorni ha mostrato un’atteggiamento ribassista, cosa strana in quanto gli operatori che attendevano notizie positive provenienti dal Medio Oriente sono rimasti delusi, anche se speranzosi. Infatti nulla è cambiato, certo non in meglio, anzi forse è peggiorato con la ripresa delle ostilità. Il prezzo del barile invece in controtendenza è sceso ed ottimisticamente gli scambi si sono svolti nella fascia di prezzo 93/98$. Nell’ultima seduta sono stati toccati i minimi di periodo a 91$. Il prezzo del barile è sceso del 9% in settimana e ci auguriamo che i valori si mantengano bassi anche in seguito.

Oro: Prima parte della settimana con continui ribassi per il prezzo dell’oro. Il metallo giallo ha avuto un andamento costantemente ribassista per i primi quattro giorni. Nel periodo osservato l’oro ha perso fino a quasi 250$, scendendo dai massimi di periodo visti lunedì (4580$) e andando a testare il supporto posto in area 4350. Toccati questi il prezzo nello stesso pomeriggio di giovedì è rapidamente rimbalzato ed ha ripreso quota 4500$ che come già osservammo la scorsa settimana è divenuta una sorta di linea di equilibrio al di sopra della quale si sono svolti tutti gli scambi nell’ultima giornata della settimana. Minimi e massimi di periodo: 4370/4580.

Date 25/05/26 26/05/26 27/05/26 28/05/26 29/05/26
FtseMib 50220 49899 49579 49825 50037
Dax(D) 25394 25206 25218 25092 25105
Cac40(Fr) 8258 8173 8208 8189 8183
Ftse100(Gb) chiusa 10491 10505 10426 10409
Smi(Ch) 13503 13526 13627 13505 13543
Ibex35(E) 18387 18291 18381 18279 18363
Dow Jones chiusa 50462 50644 50669 51032
Nasdaq100 chiusa 30001 29974 30224 30333
S&P500 chiusa 7519 7520 7564 7580
Nikkei 225 65158 64996 64999 64693 66329
Eur/Usd 1,1643 1,1634 1,1637 1,1617 1,1644
Eur/Gbp 0,8625 0,8637 0,8661 0,8666 0,8672
Eur/Chf 0,9099 0,9136 0,9153 0,9167 0,9111
Eur/Yen 185,04 185,22 185,52 185,24 185,45
Petrolio Brent 97,5 100,5 96 93,8 92
Usd a barile
Oro ($ oncia) 4571 4511 4432 4498 4560

 

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