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Primo maggio: Festa del Lavoro
Il tema 2026 è il lavoro dignitoso

Primo maggio: Festa del lavoro 2026, inaugurato dal Presidente della Repubblica in visita allo stabilimento della Piaggio.

Mentre nel linguaggio comune e per i sindacati il Primo maggio è quasi sempre la “Festa dei Lavoratori”.

Quantunque viene chiamata, il lavoro è il fondamento della nostra società. È ciò che garantisce autonomia, dignità e partecipazione.

Il Primo Maggio è una giornata di mobilitazione e partecipazione collettiva: “Un momento per ribadire che il lavoro non è una merce, ma un diritto”.

Aldilà dell’aspetto istituzionale o commemorativo il Primo maggio è tradizionalmente riconosciuto non solo come un giorno di pausa e celebrazione, ma anche come un momento ideale per fare un bilancio, sia a livello personale che aziendale.

Il tema scelto da CGIL, CISL e UIL per la Festa dei Lavoratori del 1° maggio 2026 è il “Lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale“.

b2436aa5-50ab-4028-a262-0bcfe820b6c1-300x162 Primo maggio: Festa del Lavoro

Quest’anno la manifestazione nazionale unitaria si tiene a Marghera (Venezia), dove intervengono i segretari generali Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pier Paolo Bombardieri.

Di fronte a cambiamenti profondi, secondo i sindacati, il lavoro va difeso e rafforzato.

Al centro deve esserci la dignità del lavoro, valore centrale che va tutelato con ogni sforzo.

Tutela della salute e sicurezza sul lavoro, lavoro stabile, formazione continua e salari adeguati: questi sono i pilastri di un lavoro dignitoso.

Servono nuove tutele per chi lavora nei settori più esposti al cambiamento e per chi rischia di essere escluso.

Servono nuovi diritti, capaci di rispondere a un mercato del lavoro che evolve rapidamente.

Garantire un lavoro dignitoso significa contrastare la precarietà e ridurre le disuguaglianze.

Significa rimettere al centro la persona.

Il manifesto di quest’anno si concentra sulla necessità di governare la trasformazione tecnologica per garantire che l’innovazione non vada a scapito della dignità umana.

I punti chiave prevedono:

  • Utilizzare i contratti collettivi come strumento per gestire l’introduzione dell’IA nei luoghi di lavoro. Il ruolo della contrattazione collettiva è diventato il vero spartiacque per evitare che l’IA sia subita passivamente dai lavoratori. L’obiettivo delle sigle sindacali per questo 2026 è trasformare gli algoritmi da “scatole nere” a processi partecipati.
  • Definire protezioni specifiche contro la gestione algoritmica e garantire la sicurezza sul lavoro in contesti digitalizzati. In questo scenario 2026, la protezione del lavoratore si sposta sul piano dell’integrità digitale e psicofisica, affrontando i rischi invisibili generati da algoritmi e automazione estrema.
  • Che il diritto alla disconnessione venga consolidato come diritto contrattuale per evitare che la reperibilità digitale diventi una forma di lavoro non pagato o fonte di burnout. L’alfabetizzazione AI, venga riconosciuto il diritto alla formazione tecnologica per tutti i lavoratori, per evitare l’esclusione digitale e garantire che l’innovazione sia inclusiva.
  • Ribadire, secondo i principi dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), che l’occupazione deve essere produttiva, sicura e giustamente remunerata. In questo contesto, il richiamo ai principi dell’OIL serve a ribadire che l’innovazione tecnologica non può essere una scusa per svalutare il lavoro umano.
  • Promuovere percorsi formativi per riqualificare i lavoratori i cui mestieri sono più a rischio a causa dell’automazione. Per il 2026, la formazione non è più considerata un evento sporadico, ma un diritto soggettivo permanente inserito direttamente nei contratti collettivi. L’obiettivo è evitare che l’automazione crei una massa di lavoratori “esclusi”, trasformando il rischio di disoccupazione in un’opportunità di aggiornamento.

Ricapitolando, il “lavoro dignitoso” significa che la macchina deve servire a migliorare la qualità della vita del lavoratore, non a sostituirne i diritti con l’efficienza pura.

A tutti… Buon Primo Maggio ai Lavoratori, Buona Festa

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2 comments

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Riccardo

Concordo pienamente sul concetto base dell’articolo: il lavoro è l’ossatura su cui l’uomo costruisce la propria dignità.

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Vins Tramontano

Grazie Riccardo, aggiungo al tuo commento: “Una società composta da persone che lavorano è una società attiva, proattiva e responsabile”.

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