Arcivescovo Pietro Lagnese – Castelvolturno, come avamposto dell’inferno
Castelvolturno,
Pietro Lagnese Arcivescovo di Capua non ci sta. Giurisdizione della Diocesi antichissima per un intrigo di mappe e territori, su di una lingua di territorio nella zona del Villaggio Coppola con la Presente di una Parrocchia di Frontiera, periferia, per richiamare Papa Francesco che di Lagnese era sponsor in tutti i sensi.
La rabbia del porporato riguardo il CPR prossimo a Castelvolturno è inequivocabile. Attacco politico ad una decisione scellerata lascia ben intendere Lagnese, e allo stesso tempo un richiamo alle istituzioni che non devono considerare l’uomo numero oltremodo di “periferia” dove relegare quelli che nella macellazione della dignità umana corrispondono agli “avanzi della giustizia” come li defini’ Igino Cappelli ex Preside te del Tribunale di Sorveglianza.
Il richiamo allo scempio di Castelvolturno lascia poco spazio ad un contraddittorio, perché damble’ si censura il modo di “pensare” Castelvolturno, come avamposto dell’inferno dove un girone in più non cambia la giostra che ha visto da decenni i vari potentati prostituirsi ai “palazzinari del quartierino” ed una criminalità politico economico trasversalmente casalese che già e’ all’opera per mettere le mani e le idee sull’ ennesimo falso Resort su rovine di ogni tipo.
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